
Manca poco alla sessione e la domanda ti gira in testa da settimane: con questa media, dove arrivo? Il calcolo del voto di laurea non è complicato quanto sembra, ma nemmeno automatico come promettono i simulatori online. C’è una formula di base valida ovunque, e poi c’è il regolamento del tuo corso, che decide cosa entra nel conteggio e quanti punti puoi guadagnare strada facendo. Vediamo entrambe le cose, con numeri veri e un esempio completo in fondo.
Il risultato finale nasce dalla somma di tre blocchi. Il primo è la media dei tuoi esami, convertita in centodecimi: è la base che ti porti dietro dal libretto e pesa più di tutto il resto messo insieme. Il secondo è il punteggio che la commissione assegna alla tesi e alla discussione. Il terzo raccoglie le premialità previste dall’ateneo, dalle lodi accumulate all’esperienza all’estero fino alla laurea conseguita nei tempi. Il minimo per laurearsi resta 66 su 110, il massimo è 110 con lode, e tra questi due estremi il margine di manovra dipende parecchio da dove studi.
La media aritmetica somma i voti e divide per il numero di esami, trattando allo stesso modo un insegnamento da tre crediti e uno da dodici. La media ponderata pesa invece ogni voto per i CFU corrispondenti: moltiplichi ciascun voto per i suoi crediti, sommi tutti i prodotti e dividi per il totale dei CFU. La grande maggioranza degli atenei italiani usa la ponderata, perché rispecchia meglio l’impegno reale richiesto da ogni esame. Non è però una regola universale, e qualche corso calcola ancora il punteggio di base sulla media aritmetica: la differenza tra i due metodi vale spesso qualche decimo, che tradotto in centodecimi diventa più di un punto intero. Attenzione anche a cosa resta fuori dal conteggio, perché i crediti della tesi non entrano nella media, e lo stesso vale per le idoneità senza voto e per gli esami sovrannumerari.
La formula è una sola e vale ovunque: prendi la media, la moltiplichi per 110 e dividi per 30. Con una media del 27 ottieni 99, con il 28 sali a 102,67, con il 29 arrivi a 106,33 e con un improbabile 30 pieno tocchi quota 110. Il numero che esce da questa operazione è il tuo voto di partenza della laurea, cioè la base su cui la commissione lavorerà il giorno della discussione. L’arrotondamento all’intero più vicino di solito avviene qui, ma non dappertutto: alcuni regolamenti arrotondano soltanto alla fine, dopo aver sommato ogni punto disponibile, e la differenza si sente eccome quando sei a cavallo di mezzo punto. Su questo passaggio vale la pena leggere il regolamento del tuo corso, perché è il punto in cui gli atenei divergono di più.
Qui si apre la parte discrezionale del calcolo. La commissione valuta l’elaborato e la discussione e assegna un punteggio aggiuntivo che, a seconda dell’ateneo, parte da un solo punto e può arrivare a 7, a 8 o in certi casi a 11. Il criterio più ricorrente è la tipologia di lavoro: una tesi sperimentale viene premiata più di una compilativa, perché comporta ricerca originale e dati raccolti sul campo invece di una rassegna della letteratura esistente. In diversi regolamenti la forbice è scritta nero su bianco, con la sperimentale che può toccare i 7 punti e la compilativa che si ferma a 3. Se stai ancora decidendo, capire la differenza tra tesi compilativa e sperimentale ti aiuta a valutare quanto margine stai mettendo sul piatto.
C’è poi un fattore che nessun regolamento mette per iscritto e che pesa parecchio, cioè quanto il tuo relatore è disposto a spendersi per te davanti agli altri commissari. Un docente che ha seguito il lavoro da vicino difende il punteggio con più convinzione, e curare il rapporto con il relatore durante la stesura è a tutti gli effetti un investimento sul voto finale.
Oltre ai punti della tesi, molti atenei prevedono premialità che si sommano al totale. Laurearsi in corso è la più diffusa e anche la più generosa, con riconoscimenti che vanno da 1 a 4 punti secondo il regolamento. Seguono le esperienze internazionali, valorizzate di solito in proporzione ai crediti acquisiti all’estero o alla durata del periodo certificato. Le lodi raccolte negli esami, invece, vengono trattate in modi sorprendentemente diversi: c’è chi le conta come 32 su 30 dentro la media, chi assegna una frazione di punto per ciascuna fino a un tetto massimo, chi le ignora e le considera semplici 30. Prima di fare qualunque calcolo, verifica come il tuo ateneo tratta le lodi, perché è la variabile che manda fuori strada i simulatori online più di ogni altra. Qualche regolamento premia anche tirocini e attività extracurricolari certificate, quindi vale la pena leggere fino in fondo.
Il 110 pieno arriva quando la somma di base, punti tesi e premialità raggiunge o supera quota 110. La lode è un’altra faccenda: quasi ovunque serve oltrepassare una soglia più alta, spesso fissata a 112, e serve il parere unanime della commissione, che non è una formalità ma una decisione vera. Diversi regolamenti aggiungono condizioni ulteriori, come un punteggio minimo ottenuto sulla prova finale o una media di partenza sopra una certa quota. Per capire quanto sia selettivo il traguardo, tieni presente che il voto medio di laurea in Italia si attesta intorno ai 102,8 punti su 110, con differenze marcate tra primo livello, che si ferma a 99,9, e magistrali biennali, che arrivano a 107,0. Esiste poi un riconoscimento ulteriore, la dignità di stampa, con cui la commissione segnala che l’elaborato meriterebbe la pubblicazione.
Su entrambi i traguardi pesa moltissimo la mezz’ora che passerai davanti ai commissari, quindi arrivarci preparato conta quanto la media. Sapere come preparare la discussione della tesi e costruire una presentazione per la discussione ordinata sono le due leve su cui hai ancora pieno controllo quando gli esami sono ormai chiusi.
Facciamo i conti insieme. Ipotizziamo quattro esami: 28 da 12 crediti, 30 da 9 crediti, 27 da 6 crediti e 26 da 9 crediti. Moltiplica ogni voto per i suoi CFU e ottieni 336, 270, 162 e 234, che sommati danno 1.002. Dividi per i 36 crediti totali e la media ponderata è 27,83. Adesso converti: 27,83 moltiplicato per 110 e diviso per 30 fa 102,04, quindi il tuo voto di partenza arrotondato è 102. Se la commissione ti assegna 5 punti per la tesi e il regolamento riconosce altri 2 punti per la laurea in corso, chiudi a 109. Un solo punto in più sulla tesi ti porterebbe a 110, ed è esattamente il motivo per cui vale la pena curare l’ultimo miglio.
Quando il numero è finalmente sotto controllo, resta la parte concreta: portare in aula una copia all’altezza del lavoro che hai fatto. Molti atenei hanno una tradizione precisa in materia, e conoscere i colori della tesi in base alla facoltà evita l’ultima incertezza prima della consegna.
Il resto è questione di tempi. Con Tesissima puoi stampare la tesi online e ricevere a casa le copie per te e per la commissione, così l’unica cosa di cui preoccuparti restano i punti che ti separano dal traguardo.
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